Il coro di 40 detenuti ha incantato il pubblico di Bologna


Si è tenuto sabato 26 maggio, presso la Casa Circondariale Rocco d'Amato eccezionalmente aperta al pubblico, l'annuale concerto del Coro Papageno, uno dei progetti firmati Mozart14, l’associazione di Alessandra Abbado che porta avanti le iniziative sociali del Maestro. Dopo le esibizioni in Senato e in Vaticano del 2016 e il docufilm di Enza Negroni Shalom! La musica viene da dentro. Viaggio nel Coro Papageno il Coro Papageno, diretto dal Maestro Michele Napolitano, si è presentato al pubblico ancora più numeroso e con un repertorio internazionale e trasversale che comprende due nuovi brani: Siyahamba (canto tradizionale africano) e Venendo giù dai monti (canto tradizionale bolognese). Un viaggio tra sacro e profano, colto e popolare che dalla monodia medievale al Rinascimento arriva, passando per Mozart e l’Ottocento, alle sonorità dei canti tradizionali e al repertorio afroamericano.

A rendere ancora più toccante l'esperienza è stata la presenza di un vasto pubblico, quest'anno sono state superate le cento unità nella Chiesa Nuova della Casa Circondariale, tra cui anche familiari e amici dei detenuti coristi.

Il CORO PAPAGENO è composto da circa quaranta detenuti e detenute della Casa Circondariale Dozza di Bologna a cui si aggiungono coristi volontari di importanti cori cittadini.

La sua mission è quella di offrire ai detenuti l’opportunità di fare musica insieme, perché è esercizio all’ascolto dell’altro che è fondamento della convivenza civile; far parlare il linguaggio universale della musica, che supera le barriere del pregiudizio culturale e dell’incomunicabilità.

L’Associazione Mozart14 è nata nel 2014, per sostenere e continuare le iniziative musicali avviate in ambito sociale ed educativo da Claudio Abbado, di cui condivide gli ideali e segue l’esempio. Con i suoi laboratori di musicoterapia e di canto corale (Tamino, Coro Papageno, Leporello, Cherubino) Mozart14 entra nella vita dei degenti dei reparti pediatrici, di bambini e adolescenti con disabilità fisiche e cognitive, di detenuti e detenute, dei ragazzi reclusi nel carcere minorile.